Mangia sano: leggi l’etichetta!

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Quante volte vi è capitato di comprare alimenti con un involucro colorato ed invitante, con il marchio “biologico”, con “zero zuccheri aggiunti” e poi scoprire che in realtà conteneva numerosi additivi, eccipienti e coloranti? Addirittura il consumatore più informato e pignolo alla lettura delle etichette, quando acquista prodotti alimentari, può cadere in una “trappola”: esistono parecchi ingredienti nascosti che non compaiono direttamente. Andiamo a vedere il perché non è solo importante, ma è davvero fondamentale, perdere un po’ del vostro prezioso tempo per dedicarlo ad una attenta lettura delle etichette. 

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L’etichetta è la carta d’identità dell’alimento: riporta informazioni sul contenuto nutrizionale del prodotto e fornisce una serie di indicazioni per comprendere come i diversi alimenti concorrono ad una dieta corretta ed equilibrata. Sebbene una legge del 2011 imponga che tutti gli ingredienti adoperati nelle preparazioni alimentari vengano riportati in etichetta in ordine decrescente in base alla quantità impiegata, alcune volte le indicazioni non sono chiare per tutti. Ci sono molti prodotti che contengono addensanti, conservanti o additivi, spesso inseriti in etichetta in modo indiretto o sotto denominazioni diverse e non facilmente leggibile.

Le informazioni obbligatorie che devono essere riportate in etichetta sono:

  • Denominazione dell’alimento
  • Elenco ingredienti
  • Qualsiasi sostanza che possa provocare allergie
  • Quantità degli ingredienti
  • Quantità netta dell’alimento
  • Data di scadenza 
  • Modalità di conservazione dell’alimento
  • Nome dello stabilimento di produzione
  • Paese d’origine, se UE o non UE
  • Istruzioni per l’uso
  • Titolo alcolometrico (per le bevande che contengono più del 1,2% di alcool)
  • Tabella nutrizionale

Ora concentriamoci sui punti che possono fare al caso nostro.

Come riconoscere lo zucchero in etichetta? L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda di non superare il 10% di consumo calorico giornaliero di zuccheri semplici (circa 10 cucchiaini da caffè). Negli alimenti che solitamente acquistiamo, lo zucchero è contenuto nelle materie prime utilizzate nelle lavorazioni che andranno a caratterizzare il prodotto finito. Questa quantità aggiunta non è presente solo in quegli alimenti considerati “poco salutari”. Se prestiamo attenzione alle etichette, ci accorgiamo subito che è presente anche in: minestroni, zuppe e sughi pronti, affettati ed insaccati, pane confezionato, cereali, yogurt e vari formaggi light, alimenti per neonati e per l’infanzia e carne lavorata. Questa aggiunta provoca un innalzamento del livello glicemico nel sangue e questo ci porterà a consumare più cibo rispetto all’effettivo bisogno del nostro corpo.

Come riconoscere il sale in etichetta? È sempre l’OMS a fornirci la dose giornaliera consigliata da non superare (5g, un cucchiaino da caffè). Il sale ha la funzione di conservare gli alimenti e di esaltarne il gusto e il sapore. Ecco una lista di alimenti dove è facile cadere nell’esagerazione: pane, cracker e altri prodotti da forno, zuppe e minestre confezionate , carne lavorata e confezionata, pizza surgelata. Assumere una quantità eccessiva di sale può causare l’insorgere di problemi cardiaci, ictus e ipertensione. Alimenti freschi come frutta, verdura, legumi apportano il giusto equilibrio di sale e altri minerali di cui il nostro organismo ha bisogno.

Cosa sono le tabelle nutrizionali? Il concetto di “caloria” potrebbe risultare vecchio e superato, ma al momento resta il metro di giudizio su cui confrontarci e comprendere l’energia che assumiamo attraverso il cibo e successivamente bruciamo muovendoci. Nelle etichette i valori nutrizionali e le kilo calorie (Kcal) vengono espresse in relazione a 100g di quel prodotto.

valori-nutrizionali-pasta

Il primo passo è, facendosi aiutare da un esperto, capire quanta energia consumi mediamente in una giornata e quindi quanta ne devi introdurre. Una volta scoperto questo dato importantissimo, bisogna calcolare. Attraverso le etichette puoi avere una buona visione di quello che stai introducendo nel tuo corpo. Se tu volessi dimagrire, dovresti introdurre meno energia (kcal) di quella consumata. Quindi, quanta pasta potresti mangiare?  Tutto dipende da come la condisci e dal resto della tua giornata alimentare. Anche per questo torno a ripeterti il mio consiglio: affidati ad un esperto. Ricorda: è la somma che fa il totale!

All’inizio può essere noioso leggere tutte le etichette, pesare gli alimenti e fare alcuni calcoli. Ma questi sono i passi fondamentali per dimagrire senza sacrificio, per conoscere a fondo la natura degli alimenti ed essere un po’ più liberi di scegliere cosa mangiare.

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